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    Dalla Val di Non in Russia

Articolo pubblicato  giovedì 22 ottobre 2009  


    
Dal
16 ottobre al 15 novembre è attiva al Palazzo Roccabruna a Trento una mostra celebrativa dello scrittore russo Lev Tolstoj e del suo legame con i meli trentini. Venti artisti internazionali, diversi fra loro per direzione stilistica ed ambito di ricerca, renderanno omaggio all'autore di «Guerra e Pace» in un percorso artistico e culturale con opere pittoriche, plastiche e fotografiche. Accanto ad esse ci saranno disegni, schizzi, foto e filmati che documentano il viaggio della delegazione trentina che nel 2007 e 2009 si recò a Tula per restituire l'antico splendore al “Meleto di Tolstoj”, devastato dal freddo inverno russo del 2006 (una prima gelata, nell'inverno del '39- '40, aveva già colpito l'80 per cento delle piante, mentre quella di tre inverni fa ha dato il colpo di grazia alla coltivazione), attraverso la piantumazione, nello scorso maggio, delle stesse varietà melicole di un tempo. Il collegamento fra Tolstoj ed il Trentino è proprio questo, il fantastico meleto
situato nella tenuta Jasnaja Polijana (letteralmente «radura serena») nella regione di Tula a 200 km a sud est di Mosca, composto da 8.500 alberi disposti su 40 ettari, fra cui 7.900 meli della Val di Non. Realizzato personalmente dallo scrittore (secondo un'usanza locale), nella seconda metà dell'800, il giardino fu dichiarato nel 1928 «Patrimonio dell'Umanità», ed è visitato annualmente da 300mila turisti, assieme alla casa-museo dei conti Tolstoj che contiene una biblioteca da 22.000 volumi. Un meleto particolare, dunque, dal valore culturale e simbolico enorme, prima di tutto perché per Tolstoj quella tenuta doveva rappresentare l'occasione di riscatto dei contadini russi ai quali lo scrittore avrebbe ceduto la terra. E' stato proprio un pronipote dello scrittore russo, Vladimir Ilic, a lanciare l'allarme per i meli, messi a rischio da una gelata tre anni or sono. A raccogliere l'appello, l'accademico russo e italianista Viktor Gaiduk, il compianto presidente dell'Arci del Trentino Ugo Winkler e la Provincia autonoma di Trento. Gaiduk chiese una mano proprio alla Pat, dopo aver scoperto da documenti storici che le piante erano originarie del Tirolo. A quel punto si mobilitò anche l'Istituto agrario San Michele, forte di un censimento delle varietà di meli della Val di Non che certificò l'origine trentina dei meli. Il recupero della preziosa coltivazione si è concluso l'anno scorso, quando le piante sono state messe a dimora nella tenuta di Jasnaja Poljana: una trentina di varietà di meli, sopravvissuti alla logica della monocoltura grazie all'intervento dell'Istituto di San Michele e della Coldiretti. Ora questa avventura a lieto fine è documentata nella mostra «Il meleto di Tolstoj. Dalla Val di Non a Tula», aperta fino al 15 novembre presso Palazzo Roccabruna a Trento, con orario dal martedì a venerdì 10-12 e 15-18, sabato e domenica 10-18, lunedì chiuso.

Info : www.palazzoroccabruna.it 

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